San Giovanni XXIII, papa buono

Gesù mostra una strana compassione per i benestanti… Non hanno vita facile questi poveri ricchi! Avendo trionfato nella logica dell’accumulazione, si ritrovano sprovveduti di fronte a quella della condivisione. E tra loro quello che è più da compatire è forse colui che eccelle in tutto, il ricco meritevole, il fedele parrocchiano. È caduto nella trappola della perfezione. Sant’Agostino spiegava bene come il vizio più grande sia l’orgoglio della virtù. Quest’uomo ha inseguito la perfezione morale con lo stesso fervore con cui ha inseguito il successo materiale, ed è attaccato a quest’ultimo come lo è a tutto il resto. Gesù conclude l’episodio chiedendo di lasciare tutto per seguirlo: comodità, casa, beni, famiglia. In cambio promette una ricompensa cento volte più grande: fratelli e sorelle ovunque, un Regno celeste. «Va ’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Non si tratta semplicemente dell’abbandono dei propri beni materiali, ma di un dono totale di sé, di un’espressione autentica dell’amore. La fede non è solo una credenza, è un cammino di vita. Il cristianesimo non è un “saper pensare”, ma un “saper-essere”.
Bene … andiamo a leggerci il vangelo di domenica prossima e riflettiamo …
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