Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Auguri

La prima risposta di Gesù è stata quella di un ebreo, fedele all’osservanza dei comandamenti; la seconda, quella di un cristiano, che invita a donare tutto. In una società in cui la ricchezza è percepita come un segno di benedizione divina, Gesù sorprende. Lui che avvalora tanto i doni e le elemosine è contrario alla ricchezza? Non proprio. Gesù mette in guardia contro un rischio potenziale e suggerisce un metodo. Quale rischio? Il denaro può portare ad attaccarsi al denaro. Il mezzo diventa il fine in sé. Invece di servire, il denaro asservisce. Buon servitore, cattivo maestro. E quale metodo? Finora quell’uomo non ha fatto che acquisire. Ha accumulato virtù e beni materiali. Può pagarsi pure la vita eterna? Non si compra Dio. Gesù lo sottolinea: la vita eterna non è un bene che si possiede o che si acquista. La può donare solo Dio. Finché si resta nella logica del possesso, il Regno di Dio rimane inaccessibile. Vi si entra solo attraverso la condivisione, perché condividere è imitare Dio nel suo gesto creatore. Nella vita quotidiana due logiche si contrappongono: quella del denaro e quella del Vangelo. Una si basa sullo scambio, l’accumulazione e il profitto; l’altra sulla gratuità, la generosità e il dono. Attenzione: il possesso finisce spesso col possedere il possessore. «Non si possono servire due padroni» dice Gesù. Bisogna scegliere. Allora, come fa spesso, radicalizza il suo discorso invitando a lasciare tutto. Il che significa in concreto che occorre cambiare logica. Gesù mostra una strana compassione per i benestanti… Non hanno vita facile questi poveri ricchi!

domani la terza parte della riflessione sul Vangelo di domenica prossima

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