Pace e Bene

Yamba yamba yamba, Yahwe eh Yahwe eh». Un assaggio di quell’Africa sgargiante ed esuberante che Leone XIV incontrerà nel pomeriggio di oggi all’arrivo in Camerun, si è avuto già ieri, martedì 14 aprile, durante la messa celebrata dal Papa nella basilica di Sant’Agostino ad Annaba con i canti swahili intonati da giovani uomini e donne di Ghana, Burundi, Burkina Faso e Uganda venuti appositamente a salutare il Pontefice in Algeria. Sono stato personalmente colpito dalla parola latina convivium che ha usato più volte, che significa vivere insieme, citando anche un’immagine del mosaici di Tipasa recante la scritta “In Christo Deo pax et concordia sit convivio nostro”. L’ha usata più volte e questa costruzione della fraternità è molto probabilmente anche la medicina contro tutto quello che porta il contrario della pace. Quindi Leone XIV non parla soltanto di pace nel mondo, con tutte le difficoltà, le sfide e le violenze di oggi, ma sulla scia del suo predecessore, Papa Francesco, porta anche a un discorso positivo su come costruire la pace.
Preghiamo per Papa Leone
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