Cinguettio del pettirosso

Cinguettio del pettirosso

Buona giornata.

Dopo il ritorno dalla missione (di domenica scorsa), Gesù invita i suoi nel deserto luogo in cui solo fanno esperienze decisive per la vita personale e comunitaria; luogo in cui Dio ci chiama a camminare, come per il popolo ebraico, dove si intesse una storia d’Amore che viene nutrita con la sua parola e il suo pane di vita.

Riposarsi un po’ cioè appartarsi dalle faccende e preoccupazioni quotidiane, per gustare la compagnia di Gesù e ritrovare la pace del cuore, nella quale possiamo trovare il senso e i criteri del nostro agire. Questa compagnia che si trasforma in preghiera, in dialogo costruttivo.

Ma tutti vanno da Gesù e i suoi che non hanno nemmeno il tempo per mangiare, mi viene in mente l’ultima lettera che san Francesco Saverio scrive a sant’Ignazio di Loyola dalla Cina dove l’aveva inviato ad evangelizzare:”… Da quando dunque arrivai qui non mi sono fermato un istante; percorro con assiduità i villaggi, amministro il battesimo ai bambini che non l’hanno ancora ricevuto. Così ho salvato un numero grandissimo di bambini, i quali, come si dice, non sapevano distinguere la destra dalla sinistra. I fanciulli poi non mi lasciano né dire l’Ufficio divino, né prendere cibo, né riposare fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera; allora ho cominciato a capire che a loro appartiene il regno dei cieli.

    Perciò, non potendo senza empietà respingere una domanda così giusta, a cominciare dalla confessione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnavo loro il Simbolo apostolico, il Padre nostro e l’Ave Maria. Mi sono accorto che sono molto intelligenti e, se ci fosse qualcuno a istruirli nella legge cristiana, non dubito che diventerebbero ottimi cristiani”.

E allora di nuovo sulla barca per poter riposare un po’, ma la gente intuisce dove approderanno e lì precedono, questo dimostra che la predicazione e le opere compiute hanno funzionato, stanno portando frutti. Arrivati alla sponda Gesù non si irrita per il fatto che non può rimanere da solo con i suoi apostoli, ma prova com-passione per tutta quella gente. C’è una fame per l’insegnamento di Gesù che si espliciterà domenica prossima con la fame fisica con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Questa fame dello stomaco e il bisogno della parola di Dio, è sostenuta dal fatto che Gesù ha compassione di questo popolo-pecore sono senza pastore-colui che insegna, per questo lui stesso si mette ad insegnare. Qui la figura del vero pastore che nutre le sue pecore e dona la vita per esse perché è il buon pastore (cfr. Gv 10,11).

Buona domenica. Vi e ti benedico.

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