Venerdì dell’ottava di Pasqua

La chiamata alla sequela ha luogo all’interno di un’assemblea che si rende disponibile all’ascolto della parola di Dio. La vocazione, ogni vocazione, nasce da un’esperienza particolare con lui. Essa non si esaurisce soltanto nel seguirlo, ma è sempre in funzione di un servizio.
Vocazione è la parola che dovresti amare di più perché è il segno di quanto tu sia importante agli occhi di Dio. È l’indice di gradimento presso di Lui, della tua fragile vita. Si, perché se ti chiama vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c’è dubbio. In una turba sterminata di gente risuona un nome: il tuo! A te non ci aveva pensato nessuno. Lui si! Davanti ai microfoni della storia, ti affida un compito su misura per Lui! Si, per Lui, non per te. Più che una “missione” sembra una “scommessa”. Una scommessa sulla tua povertà. Ha scritto “ti amo” sulla roccia, non sulla sabbia come nelle vecchie canzoni. E accanto ci ha messo il tuo nome. Forse l’ha sognato di notte, nella tua notte. Alleluia! Puoi dire a tutti: non si è vergognato di me!
Don Tonino Bello
Lascia un commento