Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Oggi giornata … dove il dolore è protagonista…

Guerre … terremoti … covid … gas con bollette … mafia e mafiosi … 

Luca nel suo Vangelo (21,10-11) ad un certo punto dice: “Poi disse loro: Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo”.  Il mondo è un immenso pianto, ma è anche un immenso parto. Questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Ma quando il Signore verrà, troverà ancora fede sulla terra? Sì, certamente. Troverà molta fede, molti che hanno perseverato nel credere che l’amore è più forte della cattiveria, che la bellezza è più umana della violenza, che la giustizia è più sana del potere. E che questa storia non finirà nel caos, ma dentro un abbraccio. Che ha nome Dio. Ad ogni descrizione di dolore, segue un punto di rottura, dove tutto cambia; ad ogni tornante di distruttività appare una parola che apre la feritoia della speranza: non vi spaventate, non è la fine; neanche un capello andrà perduto…; risollevatevi… e come dico sempre alla domanda dov’è il Signore in queste situazioni? La mia risposta è sempre la stessa: è lì vicino a noi, in questo immenso dolore che soffre più di noi, ma rispetta quella “libertà” che ci ha donato e che noi – forse – ancora non sappiamo usare nella maniera giusta.

Impariamo, ognuno di noi, a fare la nostra parte perchè questo mondo possiamo lasciarlo migliore di come lo abbiamo trovato. Impegno e costanza.

 

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