Auguri di una sereno e santo Natale del Signore.

Vi benedico tutti.
Omelia di Natale 24/25 dicembre 2022
Breve introduzione:
Stasera avete il vostro parroco che è un po’ stanchino … non perché abbiamo preparato questo nostro Natale 2022, ma perché porto le mie ferite sanguinanti e anche tutte le vostre sia espresse che quelle inespresse in questa grotta-capanna di Betlemme, ai piedi di quel Dio che si è fatto uomo per ognuno di noi. … è il decimo Natale che viviamo insieme … provate a fare un esercizio di memoria e a rispondere alla domanda: quale Natale vissuto ha segnato il vostro cuore in questi anni! Forse nessuno … forse uno … forse tre … forse tutti e dieci … la vostra risposta vi farà capire la “profondità” del vostro accogliere Gesù Bambino. Il vero festeggiato del Natale.
Il vero Natale!
E’ Natale! Malgrado tutte le apparenze, le luci, i regali, i cenoni e pranzi! E’ Natale malgrado tutte le nostre stanchezze accumulate in questi giorni … vi lascio un’altra domanda: ma chi me lo ha fatto fare? La tradizione del si è sempre fatto così! o l’Amore per il Signore? La vera tradizione ci dovrebbe far ritrovare in viaggio! Il viaggio sulla strada della nostra santità, con le poche cose necessarie ed essenziali – come per Giuseppe e Maria – molti di voi stasera sono stati accolti nelle vostre famiglie d’origine dove avete mangiato non nell’essenzialità, ma nell’abbondanza – e ringraziate Dio per questo, soprattutto le mamme e le nonne – (solo per stasera non so’ quanti milioni abbiamo speso …), ma la piccola sacra famiglia non trova posto in quella Betlemme occupata, affaccendata ai cenoni, regali … (e c’è il rischio che ciò accada anche per noi, anche nelle nostre case!) … spero abbiate almeno lasciato un posto libero a tavola per accogliere il Signore che trovando la vostra porta aperta “entra … io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Apoc 3,20).
E’ Natale! Malgrado tutte le apparenze, con tutti i nostri auguri “ipocriti” (saranno tanti!) e tutti quegli auguri di vero cuore che trasmettono AMORE ed accoglienza permanente! Si! Accoglienza permanente che è quella vera della stalla-grotta di Betlemme. Permanente perché è di tutti i giorni, tutti i giorni siamo accoglienti.
I segni di questo nostro Natale 2022!
Allora alcuni SEGNI:
- un asino e un bue: l’interpretazione teologica sottolinea che i due animali
rappresenterebbero le nazioni pagane, il bue cui gli idolatri tributano un culto specifico e il popolo ebraico testardo come un asino nel non voler riconoscere il Messia.
- E’ Natale! Riusciamo a vedere o a non vedere una stella. Vedere la stella. È il
punto di partenza. Ma dovremmo chiederci perché solo i Magi hanno visto la stella? Forse perché in pochi avevano alzato lo sguardo al cielo. Spesso, infatti, nella vita ci si accontenta di guardare per terra: bastano la salute, qualche soldo e un po’ di divertimento. E mi domando: noi, sappiamo ancora alzare lo sguardo al cielo? La stella di Gesù non acceca, non stordisce, ma invita gentilmente. Possiamo chiederci quale stella scegliamo nella vita. Ci sono stelle abbaglianti, che suscitano emozioni forti, ma che non orientano il cammino. Così è per il successo, il denaro, la carriera, gli onori, i piaceri ricercati come scopo dell’esistenza. Sono meteore: brillano per un po’, ma si schiantano presto e il loro bagliore svanisce. Sono stelle cadenti, che depistano anziché orientare. La stella del Signore, invece, non è sempre folgorante, ma sempre presente; è mite; ti prende per mano nella vita, ti accompagna. Non promette ricompense materiali, ma garantisce la pace e dona, come ai Magi, «una gioia grandissima» (Mt 2,10). Chiede, però, di camminare.
- Rosmarino: La “rugiada” i latini la chiamavano ‘ros’, (al genitivo ‘roris’) e intendevano
quella stilla-goccia che imperlava l’erba al mattino. Un liquido che lievitava dal cielo come una pioggia sommessa e finissima, sotto forma di lacrime (stillare ex oculis rorem), o anche dai capelli, quando sono profumati di balsamo di sirio. Essa si effonde dai rametti di quel rosmarino = ‘ros maris o marinus’ evaporato nell’essenza. Nella Bibbia la rugiada scende dalle mani di Dio, dal suo sorriso docile al desiderio umano. Quando è arrivato il momento del parto di Maria, Giuseppe si è probabilmente industriato a preparare un letto nella mangiatoia per il bambino che stava per nascere. È più che probabile che sia uscito dalla stalla per cercare del rosmarino, avrà spezzato alcuni di quei ramoscelli teneri e fragranti e li avrà aggiunti alla paglia della stalla per difendere il bambino Gesù dagli insetti.
- Il fuoco per l’acqua calda … Giuseppe dopo aver tagliato il cordone ombelicale, legato e
unto con il miele e con l’olio, gira una fascia intorno alla vita del bimbo e verificata la giusta temperatura dell’acqua: il primo “bagno santificante”, come un giorno, nel Giordano, per caricarsi di tutti i peccati dell’umanità. Giuseppe “lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia” (Luca 2,7), e si occupò di Maria. Sul volto di Maria le lacrime rallentano il loro scorrere “Dio entra definitivamente nella storia dell’umanità e l’umanità nella storia di Dio”. Giuseppe prende quel fragile bambino e lo consegna a Maria delicatamente e teneramente.
Ci siamo quasi …
Natale esiste perché esiste un AMORE: Giuseppe e Maria che accogliendo il progetto di Dio lo realizzano. Maria ama Giuseppe come nessun’altra donna abbia amato. Giuseppe era per lei una gioia permanente. E per Giuseppe l’amore per Maria è non solo la cosa più preziosa, è un Amore così grande che non ci sono parole per definirlo, non si può neppure descriverlo con il suo “silenzio” misterioso. E’ un “amore grande” e un “grande amore” che sorpassa il numero delle “stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare”. L’Amore non è già fatto. Si fa. Attimo dopo attimo. Per tutta la vita. Ecco il segreto di Giuseppe e Maria.
Gesù: ecco il vero festeggiato.
Accogliere e farsi accogliere …Non può bastarci una fede fatta di usanze tramandate, di solenni celebrazioni, belle occasioni popolari, momenti forti ed emozionanti; abbiamo bisogno di una fede che si fonda e si rinnova nell’incontro personale con Cristo, nell’ascolto quotidiano della sua Parola, nella partecipazione attiva alla vita della Chiesa, nell’anima della pietà popolare. Compito della Chiesa è, dunque, “accendere fuochi di tenerezza quando il freddo della vita incombe su coloro che soffrono”. Papa Francesco non si stanca mai di ricordarci di tornare all’essenziale, all’amore di Dio, che “ci fa uscire” e percorrere con gioia “le strade del mondo”, e “all’accoglienza che è la nostra testimonianza più semplice e bella nel mondo”. “Lo stupore è il termometro della nostra vita spirituale”. Lo stupore “ci libera dalla tentazione di sentirci all’altezza, di nutrire la falsa sicurezza che oggi, in realtà, è diverso, non è più come agli inizi, oggi la Chiesa è grande, è solida, e noi siamo gli eminentissimi”.
Finalmente siamo al FINALE:
Allora “se è vero che Dio ci dona di incontrarLo e di amarLo in ogni istante della nostra giornata, attraverso tutto ciò che viviamo, non dobbiamo dimenticare che ciò che dà “respiro”, il respiro dello Spirito Santo, ad ogni minimo nostro gesto, è la preghiera. È quando dedicheremo almeno cinque minuti al giorno alla preghiera, solo per Dio. La Parola di Dio ti apre tutte le porte, perché Lui, il Signore, è la porta. Prendiamo il Vangelo, prendiamo la Bibbia in mano: cinque minuti al giorno, non di più. Portate un Vangelo tascabile con voi, nella borsa, e quando sarete in viaggio prendetelo e leggete un po’, durante la giornata, un pezzettino, lasciare che la Parola di Dio si avvicini al cuore. Fate questo e vedrete come cambierà la vostra vita con la vicinanza alla Parola di Dio. Prendi in Vangelo con te, e leggilo anche solo un minuto al giorno.
Questo è il vero NATALE di tutti i giorni dove il vero festeggiato è GESU’.
Auguri di cuore …
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