Oggi Dedicazione della Chiesa a san Domenico Abate.


I grappoli d’uva che sono quasi arrivati alla maturazione … dall’amore dei vignaiuoli Amedeo e Graziella del ‘Il vecchio Poggio’ … Grazie a Madre terra e alle viti che producono buon vino per la letizia della mensa.
Più di qualcuno mi interrogava sulla riflessione dell’altro giorno 20 agosto dove parlavo dell’origine della mia Fede (la dottrina, le pratiche cristiane, i comandamenti), struttura questa che è entrata in crisi nei nostri giorni e ci si chiedeva perché?
Perché siamo in crisi rispetto alle culture caratterizzate dal dovere e dall’impegno. Non è più l’epoca della stabilità e della conformità; non è più quella del sogno della trasformazione del mondo sulla base di un ottimismo senza limiti nelle forze umane. Al dovere è subentrata la libertà, all’onnipotenza il senso del limite. La cultura del dovere ha lasciato spazio a quella della libertà, con il rischio, certo, di una libertà vuota (una libertà ‘da’, senza essere accompagnata da una libertà ‘di’, ‘per’ e ‘con’). La cultura dell’impegno, dopo il disincanto, ha fatto emergere un desiderio più pacato di cura, prima di tutto per se stessi, per la natura, per il futuro del nostro pianeta, per la nostra umanità.
Il problema di questo tempo del disincanto, della riscoperta della fragilità umana, del rischio della disumanizzazione, della perdita di memoria e di speranza come si potrebbe vivere?
Riflettiamoci un po’ …
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