Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

 Stalag XI D 357 (Campo di concentramento), nel settembre del 1939 a Fallingbostel (Bassa Sassonia).

Ma è possibile che dalla propria terra natia uno debba scappare dai “talebani (=studenti)”, studiosi solo di “annientare chi non la pensa come me”. Perché? Eppure su questo piccolo mondo c’è posto per tutti; ci sarebbe da mangiare per tutti di più, ma mal distribuito; ci sarebbe di poter convivere serenamente tra culture, ideologie, religioni … eppure c’è chi vuole “annientare chi non la pensa come me”. Assurdo. Inconcepibile. Continuerò a “studiare” per far fronte da “talebano” ai “talebani ignoranti”. (Ignoranza = non conoscenza, uno che non studia!).

La vita insegna: quando ero ragazzino, subito dopo il pranzo, ci incontravamo lungo il fiume dove avevamo realizzato un campetto di calcio tagliando, o meglio sradicando le canne che c’erano e ricoprendo tutto il campo con la sabbia del fiume … un signor campo sportivo. E lì ci divertivamo a giocare a pallone … oggi non si gioca più bisogna andare a pagare nelle scuole calcio per poter giocare a pallone! C’è qualcosa che non torna … come diceva don Tonino Bello cercando di far riflettere: “la croce l’abbiamo attaccata con riverenza alle pareti di casa nostra, ma non ce l’abbiamo piantata nel cuore. Pende dal nostro collo, ma non pende sulle nostre scelte”.

A domani!

Vi e ti benedico.

 

 

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