Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Buona giornata

Gesù dà a Pilato una risposta che davvero non poteva non stupire. Dice: «Il mio regno non appartiene a questo mondo. Se appartenesse a questo mondo i miei servi avrebbero combattuto per non farmi consegnare alle autorità». Immagino lo stupore di Pilato che forse pensa: «Ma di quale mondo parla?». E forse Gesù gli fa un po’ pena come essere umano “strano” o confuso. Gli chiede: «Insomma, sei un re?». La risposta di Gesù è
ancora più strana: «Io sono testimone della verità […] chi appartiene alla verità mi ascolta». E Pilato domanda: «Ma che cos’è la verità?». Il loro dialogo finisce qui, non poteva essere altrimenti. Pilato, uomo pratico e politico, sa bene che la “verità” è uno strumento in mano alla politica e che ciascun potere lo suona a modo suo. E da uomo politico deve aver pensato: «Questo è un poveraccio un po’ strano, forse un po’ fuori di testa, anche se, pare, ha parecchi seguaci». E allora per tenersi fuori da questioni locali inutili se ne lava “pubblicamente” le mani, perché sia chiaro che le vicende di quel prigioniero non riguardano l’interesse dei romani.

C’è sempre il rischio di “lavarsi le mani”

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