Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

 

Buongiorno. Stamattina eccoci alla terza parte e finale de La leggenda del Pettirosso.

Gli girò parecchie volte intorno senza osare d’avvicinarsi perché sapeva d’essere una bestiolina tanto piccina, che non avrebbe avuto l’ardire di accostarsi a un uomo.

Ma poco a poco prese coraggio; volò sempre più vicino finché con il becco strappò una spina che era penetrata nella fronte del Crocifisso.

Ma in quell’atto una goccia di sangue della fronte del Martire cadde sulle sue tenere piume del collo; si diffuse e tinse di rosso tutte le penne del petto.

Quando l’uccello tornò nel nido i piccoli gridarono: “Il tuo petto è rosso; le tue penne sono rosse come una rosa!”

“Non è che una goccia di sangue della fronte di quel Poverino! Scomparirà appena mi bagnerò nel ruscello o nell’acqua limpida della fonte”.

Ma per quanto l’uccelletto si bagnasse, la macchia rossa con scomparve, e quando i suoi piccini furono grandi la macchia rossa-sangue sulle penne e sul petto di ogni Pettirosso.

Domani il mio “commento” che come ben intuite riguarderà il perché ho scelto come titolo di questa rubrica giornaliera: “Cinguettio del Pettirosso”.

Vi e ti benedico.

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