
Buongiorno. Un ultimo passo …
Una chiave di lettura riguardo alla figura di Sansone ce la offre la riflessione di sant’Agostino che dice: ”consideriamo quale significato ebbero tutti i fatti che si susseguirono nella vicenda di Sansone: l’essere vinto e l’essere vincitore, cedere alle blandizie femminili, rivelare il significato dell’indovinello, entrare dalla prostituta, prendere le volpi e incendiare il raccolto dei nemici con fiaccole attaccate alle code delle volpi.
Avrebbe potuto incendiare direttamente i loro raccolti, se nelle volpi egli non avesse racchiuso un senso riposto, e avrebbe potuto incendiare le stoppie secche anche se le volpi non le avessero attraversate portando il fuoco. Comprendiamo che grandi misteri sono qui nascosti”.
Secondo i nostri canoni Sansone non meriterebbe nemmeno di essere nominato perché è andato fuori di ogni limite, facendo del male per cui ci è difficile “perdonarlo”! Non dimenticate che egli è il «dodicesimo» dei giudici! Intanto se non l’avete dimenticato una delle mie frasi più ricorrenti è che in ognuno di noi c’è un 5% di buono che mettono Dio nella possibilità di poter esercitare la sua “eterna misericordia”. Misericordia di Dio che è capace di vedere la radice dei nostri peccati e poter trovare quel barlume che ci porta anche a noi “peccatori” di essere dei “chiamati” al progetto di salvezza di Dio.
Oggi, come nei tempi dell’Antico e del Nuovo Testamento, Dio continua ad agire nei poveri di spirito, negli umili, nei peccatori che per il dono libero della sua predilezione si convertono a lui con tutto il cuore, trovando felicità oltre ogni attesa. Naturalmente non dobbiamo dimenticare il dono della “libertà” che ci rende coscienti che il futuro ce lo diamo noi: la storia, la vita ce la diamo noi.
Quindi una storia molto irregolare, di ingiustizia, di prostituzione, di incesto. Vuol dire che il Signore entra nella nostra storia, anche nella nostra storia di miserie, di incoerenze, di ferite, di soprusi ricevuti, … ognuno di noi ci metta la propria storia … cioè Dio prende l’uomo com’è. Dio ama l’uomo dentro la sua storia concreta: ciò che non è assunto non è redento, che è il principio fondamentale della teologia: caro salutis est cardo, cioè la carne è il cardine della salvezza. La carne nella sua debolezza. Dio non è selettivo, cioè non seleziona, non discrimina. Lui ha messo ordine all’inizio del mondo quando si dice che dal caos poi ordinato ha messo tutto il cosmo nelle mani dell’uomo.
Ora tocca a noi vivere la nostra storia e ascoltare la “voce” di Dio che con tenerezza ci è sempre vicino, ma attende con amore di padre e di madre le nostre libere scelte di vita e non di morte.
So’ di non aver risposto a tutte le domande che portate nei vostri cuori, ma sono certo che con l’aiuto dello Spirito santo sarete capaci di rileggere la vostra storia di “ferite” con gli occhi di Dio e di fare in modo che quelle sofferenze ricevute diventino per la vostra vita motivo di “resilienza” e soprattutto di testimoniare il bene per continuare a vincere il male. (Romani 12,12).
Buona giornata. Vi e ti benedico.
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