Settimana santa: mercoledì

Settimana santa: mercoledì

Buongiorno.

In questo nostro tempo di pandemia sono anche venute a galla le nostre fragilità da non combattere, ma da curare e guarire! Tutto questo è un grande tesoro che spero non sciupiamo o nascondiamo, ma faremo fruttificare al meglio per noi e per gli altri.

In questo tempo ci siamo resi conto dell’importanza “di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale” (Lettera enciclica, Laudato si’, 24 maggio 2015, n. 13).  Ogni azione individuale non è un’azione isolata, nel bene o nel male. Ha conseguenze per gli altri, perché tutto è interconnesso nella nostra Casa comune; e se sono le autorità sanitarie a ordinare il confinamento in casa, è il popolo a renderlo possibile, consapevole della sua corresponsabilità per frenare la pandemia. “Un’emergenza come quella del Covid-19 si sconfigge anzitutto con gli anticorpi della solidarietà”.

E allora? Cosa dobbiamo fare o faremo?

Penso che la strada più giusta da seguire sia quella delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Infatti  le virtù sono  una disposizione abituale e ferma a fare il bene. (CCC 1803). Cosa significa oggi fare il bene? Essere attenti a sé stessi e agli altri. E come ci ha detto Papa Francesco domenica all’angelus “ siamo entrati nella  settimana santa. Per la seconda volta la viviamo nel contesto della pandemia. L’anno scorso eravamo più scioccati, quest’anno siamo più provati. E la crisi economica è diventata pesante. In questa situazione storica e sociale, Dio cosa fa? Prende la croce. Gesù prende la croce, cioè si fa carico del male che tale realtà comporta, male fisico, psicologico e soprattutto male spirituale, perché il Maligno approfitta delle crisi per seminare sfiducia, disperazione e zizzania. E noi? Che cosa dobbiamo fare? Ce lo mostra la Vergine Maria, la Madre di Gesù che è anche la sua prima discepola. Lei ha seguito il suo Figlio. Ha preso su di sé la propria parte di sofferenza, di buio, di smarrimento e ha percorso la strada della passione custodendo accesa nel cuore la lampada della fede. Con la grazia di Dio, anche noi possiamo fare questo cammino. E, lungo la via crucis quotidiana, incontriamo i volti di tanti fratelli e sorelle in difficoltà: non passiamo oltre, lasciamo che il cuore si muova a compassione e avviciniamoci. Sul momento, come il Cireneo, potremo pensare: “Perché proprio io?”. Ma poi scopriremo il dono che, senza nostro merito, ci è toccato.

Buona giornata. Ti e vi benedico.

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