Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Ciao

Serena giornata

La questione di Dio non è più quella “speculativa” della sua esistenza da dimostrare ma del suo “vero volto” da mostrare, nel bel mezzo dei drammi dell’esistenza. Di che tipo è la sua presenza in un mondo divenuto adulto e vive etsi Deus non daretur (“come se Dio non si desse”), in esperienze tragiche, quali quelle del genocidio, della pulizia etnica? È il momento di osare un linguaggio nuovo. Lo intuiva Dietrich Bonhoeffer dal carcere dove fu imprigionato perché ritenuto membro di un gruppo di congiurati contro Hitler (verrà ucciso nel 1945 a Flossenbürg). In Resistenza e resa: «Io vorrei parlare di Dio non ai limiti, ma al centro, non nelle debolezze, ma nella forza, non dunque in relazione alla morte e alla colpa, ma nella vita e nel bene dell’uomo». È la reazione a un modo ritenuto insoddisfacente di parlare di Gesù Cristo nella città secolare, da parte di “persone religiose” le quali «parlano di Dio quando la conoscenza umana (qualche volta per pigrizia mentale) è arrivata alla fine o quando le forze umane vengono a mancare, e in effetti quello che chiamano in campo è sempre il deus ex machina, come soluzione fittizia a problemi insolubili oppure come forza davanti al fallimento umano». Diversamente, «la Chiesa non sta lì dove vengono meno le capacità umane, ai limiti, ma sta al centro del villaggio». Un cristianesimo da vivere nella solidarietà, nella partecipazione, nella fedeltà al mondo, poiché «soltanto nel pieno essere di questo mondo della vita si impara a credere». Questo esige una radicalità nell’impegno spirituale, per aver avuto ormai la coscienza di essere stati riscattati da una “grazia a caro prezzo”. Infatti, «la grazia a
buon prezzo è il nemico mortale della nostra Chiesa». È una lezione da non dimenticare. La teologia sapienziale, al servizio dell’evangelizzazione, si fa autocritica di certo cattolicesimo alienato, tutti ascoltando e con tutti dialogando.

 

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