Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

ciao a tutti e tutte …

Oggi … parliamo difficile … così non ci dimentichiamo che sappiamo usare anche parole ‘difficili’ … (qui una risata ci sta’ bene …)

Contro l’a u t o re f e re n z i a l i t à dell’individualismo narcisistico (trasforma il mondo e gli altri in una specchiera entro cui g u a r d a r s i – “ipsarsi” per godere solo di sé e far godere solo sé), la conversione cristiana richiama all’uscita da se stessi per ritrovarsi negli altri: l’io nelle sue profondità è un Noi, “sé come altro” (Ricoeur). La libertà individuale non esiste, c’è invece quella personale che non può prescindere dai legami. Così il comandamento di Dio, anche i dieci comandamenti di Mosè, non “negano” la libertà della persona ma ne attivano il motore che la fa camminare: «La mia libertà inizia quando comincia la libertà dell’a l t ro » (è una rivoluzione copernicana). La Chiesa, poi, come “ospedale da campo” indica il denominatore comune (l’universale concreto)
dell’umano di ogni uomo e di ogni donna di questo mondo: la fragilità sofferente della condizione umana, a cui corrisponde la «partecipante sensibilità al dolore di altri» (Kasper) quale dimensione costitutiva dell’umano. Esiste una Giustizia superiore, trascendentale, che appartiene alla struttura originaria della coscienza: è la sensibilità umana al senso umano che porta a generare/curare l’altro quale forma del manifestarsi della verità di sé.

Serena giornata

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