
Buongiorno. Un augurio di buona convalescenza al nostro papa Francesco ricoverato al Gemelli.
Aiutare e farsi aiutare. Pensiamo a Gesù come il “buon samaritano” e scopriamo che nel suo modo di fare troviamo quelle coordinate di vita cristiana che ci dovrebbero caratterizzare nella concretezza della nostra vita quotidiana.
In Gesù vi è una spiccata sensibilità alla convivialità. Come ce lo descrive l’evangelista Luca, questa convivialità la ritroviamo rimarcata per ben 10 volte: 3 volte per Gesù risorto (cf. Lc 24,30.43; At 1,4) e ben 7 volte durante la sua vita pubblica. Gesù ama mangiare insieme, e non con le anime belle e pie della Palestina, ma con i pubblicani e i peccatori; con il fariseo che schifa la peccatrice; con la stanca folla dei circa 5mila uomini; con il fariseo maniaco delle abluzioni; con uno dei capi dei farisei che lo spia per vedere se ha il coraggio di guarire un idropico di sabato; con i Dodici pronti ad abbandonarlo la sera dell’ultima cena. Il Samaritano-Gesù si fa riconoscere dai suoi gesti tipici, in particolare da quello che diventerà il suo speciale segno di riconoscimento: il gesto dello spezzare il pane. Vedi alla moltiplicazione dei pani (Lc 9,16); all’ultima cena (22,19); a conclusione dell’incontro con i due di Emmaus, quando “si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”, per cui quando i due torneranno a Gerusalemme racconteranno “come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (24,31.35). E’ proprio vero intorno alla tavola scopriamo come aiutare e come farci aiutare.
Buona settimana. Vi e ti benedico.
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