Cinguettio del pettirosso

Cinguettio del pettirosso

 

Buongiorno … e buon mese di luglio.

Aiutare in ebraico jasha‘ (l’apostrofo inverso indica una consonante aspirata dell’alfabeto ebraico, la ‘ain), che significa «salvare », come l’ angelo spiega a Giuseppe, padre legale di Gesù: «Tu lo chiamerai Gesù: egli, infatti, salverà (aiuterà) il suo popolo dai suoi peccati» (Matteo 1,21).

Aiutare è essere capaci di farsi altro.  Aiutare è “farsi prossimo” meglio ancora “avere un prossimo”. E questo significa avere gli occhi aperti, essere capaci di fare la differenza e di trafiggere, con coraggio, il muro dell’indifferenza, della paura e dell’odio. Il lebbroso di Assisi non ha diritto al bacio di Francesco, ma ne ha bisogno. E Francesco lo abbraccia e lo bacia. Da quel giorno Francesco smise di adorare se stesso, e cominciò a diventare prossimo verace dei poveri e piccolo fratello universale. Imparò ad aiutare.

Prima di tutto dobbiamo liberarci dall’equivoco che la carità sia frutto del nostro ‘buon cuore’, della nostra bontà, elaborazione delle nostre virtù, merito da vantare davanti a Dio. La carità non è qualcosa per cui Dio debba ringraziarci, ma un qualcosa di cui noi dobbiamo ringraziare Dio”. (Don Tonino Bello)

 

 

Vi e ti benedico.

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