
Buongiorno.
Quando l’ultima persona che vedi e senti è quel medico rianimatore che, tu non lo sai, ma sarà l’ultima persona che vedrai e, se tutto va bene, sarà la prima che rivedrai …
Ciò che vedi sono i suoi occhi preziosi che raccontano l’operatività della sua intelligenza che stà elaborando il protocollo da attuare e quei movimenti per te sconosciuti, ma che percepisci che sono i gesti giusti e, poi quel parlare scientifico che chiede a chi lo assiste dosi di farmaci che sono il risultato di veloci calcoli a mente, o/e strumenti necessari … e quella voce rassicurante che esclama “pizzichetto” a cui segue, quasi di riflesso, quel tuo irrigidimento che diventa un segnale che dice di esserci ancora …
E poi non senti più nulla, ma sei tranquillo perché sai di essere in buone mani, che chi ti sta intubando, chi ti sta attaccando elettrodi e tanti altri strumenti lo fa perché ci sarà tanta gioia quando pian piano il tutto ti sarà tolto, perché tutto è andato bene! O tanto sarà il dolore di una sconfitta, dove vita e morte si sono affrontate in un combattimento che vede vincere la fragilità del corpo che è arrivato al suo traguardo e, che quell’uomo come te, amante della vita, ha cercato con tutta la scienza e anche con la fede, di far vivere ancora su questa terra.
Il GRAZIE è facile quando tutto va’ bene, anzi si hanno anche parole di lodi, ma nessuno (o forse solo qualcuno!) gli dice “grazie” per gli ultimi sguardi e parole di chi non ce l’ha fatta, per il conforto umano donato ascoltando le ultime parole di una vita che lascia il suo messaggio a chi ha amato e si è sentito amato. Dovrà riportarle a chi attende … o tenerle per sé se non ci sarà nessuno ad attendere.
Questa volta lo dico a voce alta: Grazie perché ci sei e ci siete! Per la vostra umanità e per la vostra professionalità. Vi benedico. Vi voglio bene.
Lascia un commento