Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Mercoledì santo

«La mitezza è fragile, come una
farfalla, e come un agnello, e
nondimeno essa cambia il
modo di essere della vita». Un
atteggiamento che si esprime in
modi diversi e complementari:
«Come speranza in un mondo
dal quale si allontana ogni
traccia di violenza, come orma
di vita che non si concilia con
la aggressività e con la indifferenza, come
ricerca di quello che ci unisce al di là di ogni
diversa opinione». Ferita dalle parole aride,
fredde, aggressive, inutilmente dure, la
mitezza è accettazione di chi siamo, delle
nostre fragilità, mancanze e
limiti; un’accettazione che ci
porta, poi, ad accettare
fragilità, mancanze e limiti
altrui. Perché la mitezza è
mossa in ognuno da una stessa
finalità: «Creare relazioni
umane aperte all’ascolto e
all’accoglienza, alla
collaborazione e alla
reciprocità». È il tentativo di scardinare
assetti cristallizzati, è la virtù sociale,
spirituale e politica che rivela la possibilità
di un modo altro di vivere la vita, di rendere
significativo il nostro passaggio. Borgna
ricorda le parole di Bonhoeffer: «“Lasciate
loro il cielo”, dice il mondo con aria di
compatimento, “questo è il loro posto”. Ma
Gesù dice: “Possederanno la terra. La terra
appartiene a loro, che sono privi di ogni
diritto e di ogni potere”».

Santa giornata.

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