Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

La chiesa dei Francescani ad Aleppo

possono cadere le mura, le pietre, ma la Comunità vive! 

“Ci sono ferite che non se ne vanno nemmeno col tempo. Più profonde di quello che sembrano. Guariscono sopra la pelle, ma in fondo ti cambiano dentro”. L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura, ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quando l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe anche allora più nobile di ciò che lo uccide, perché egli sa di morire e il vantaggio che l’universo ha su di lui. L’universo non ne sa nulla.

Domanda per riflettere: Sono fragili la tristezza e la timidezza, la mitezza e la speranza, la gioia e la tenerezza, la nostalgia e le lacrime, che, se non fossero fragili, perderebbero il loro fulgore e la loro significazione umana. Le emozioni fragili si scheggiano facilmente, non resistono all’avanzata dei ghiacciai della noncuranza e della indifferenza, delle tecnologie trionfanti e degli idoli consumistici; ma cosa sarebbe la speranza se non fosse nutrita e intessuta di fragilità?

Serena giornata.

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