Buongiorno. Stamattina prova a stare un minuto in silenzio …

Se per ognuna delle persone morte in campo di concentramento facciamo un minuto di silenzio dovremmo stare in silenzio per 11 anni!
Avete provato a rispondere alla domanda di ieri: quali sono i campi di concentramento oggi?
La nostra coscienza ci impone a tutti non solo di ricordare la brutalità compiuta, ma di contrastare ogni forma di razzismo, antisemitismo e discriminazione. Semi insidiosi, che riappaiono in maniera inquietante, si nutrono di indifferenza e ignoranza, giustificano atteggiamenti e parole, pericolose come quelle del razzismo digitale. Il 27 gennaio onora la memoria delle vittime, ci aiuta a capire il nostro passato (perché sono nostri fratelli e sorelle), a raccoglierne la dolorosa eredità consegnata perché ci rendiamo conto e non accada più». Nel Diario della scrittrice olandese Etty Hillesum, uccisa in un campo di concentramento è scritto: «È proprio l’unica possibilità che abbiamo, Klaas, non vedo altre alternative: ognuno di noi deve raccogliersi e distruggere in se stesso ciò per cui ritiene di dover distruggere gli altri. E convinciamoci che ogni atomo di odio che aggiungiamo
al mondo lo rende ancor più inospitale.
Che la vostra giornata sia piena di “cose belle”!
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