Quarta di Avvento … dedicata a san Giuseppe …

Omelia – IV di Avvento – 18 dicembre 2022
Un Amore grande
“Chi è costei che sorge come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli spiegati?” (Cantico dei Cantici 6,10).
Giuseppe ama una donna, vorrebbe sposarla e si sente “spiazzato” di fronte ad un progetto divino che gli sembra troppo grande per lui … e qui sta la sua grande saggezza: capire che amare Maria significa aderire e realizzare quel progetto che è loro proposto da Dio.
Giuseppe, da uomo giusto e retto non dovrebbe, secondo la Legge, amare una donna che prima delle nozze è incinta; ma il suo saper leggere gli avvenimenti con gli occhi di Dio, fanno sì che il suo cuore contraddice l’esteriorità dell’intelletto. Nel conflitto tra amore e ragione, tra amore e giustizia sceglie di stare dalla parte dell’Amore. Giuseppe è innamorato di Maria. Alla storia iniziale di amore di Giuseppe e Maria viene affidato un Amore che realizzerà appieno ciò che secoli dopo diventerà una preziosa formula: ”accolgo te, e prometti di amarti ed onorarti per tutti i giorni della mia vita, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia …”.
L’amore di Giuseppe per Maria è tenerezza, coraggio, audacia. E se Maria trova in Dio la sua sicurezza, certamente dopo di Lui e insieme a Lui, Giuseppe è il suo porto sicuro. Giuseppe ama, accompagna, guida, protegge e tutto per Amore. Due persone così innamorate di Dio, capaci di “coniugare” (= essere coniugi!) il loro stare insieme, realizzando il progetto di Dio loro affidato, e lo fanno con tutti i sentimenti e le affinità che posseggono. L’amore che sgorga da entrambi è frutto della fede e del rapporto personale con Dio e questo li unisce in una forma “inesprimibile”. Maria ama Giuseppe come nessun’altra donna abbia amato. Giuseppe era per lei una gioia permanente.
E per Giuseppe l’amore per Maria è non solo la cosa più preziosa, è un Amore così grande che non ci sono parole per definirlo, non si può neppure descriverlo con il suo “silenzio” misterioso. E’ un “amore grande” e un “grande amore” che sorpassa il numero delle “stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare”. Un amore che come un pezzo di carbone col passare degli anni, dei secoli, diventa un diamante grezzo e poi sempre più un diamante puro, unico, irrepetibile e inestimabile. E’ un Amore che già nello sfiorarsi “viso a viso” sprizza scintille … scintille divine.
“scintilla” che accende un fuoco d’amore “le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo” (Cantico dei cantici 8,6-7). Solo pensare a quell’istante, ogni volta, il cuore comincia ad accelerare il battito e quasi ti manca il fiato, perché la gioia e la felicità sono un’esplosione di stupore, di tenerezza, di delicatezza, di passione, di bellezza. La bellezza di sentirci amati. E quella scintilla trasforma l’incontro degli sguardi, in cui gli occhi che si incrociano riescono a penetrare fin dentro le midolla dell’altro/a e il fremito d’Amore inonda tutto l’essere.
Penso a te Giuseppe e a te Maria quando per la prima volta i vostri sguardi si sono incontrati e la scintilla dell’amore ha acceso il vostro futuro insieme. E poi, voi innamorati di Dio, ci avete messo poco a capire che quella scintilla ha acceso la “fiamma più ardente che ci sia” perché “risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto” (Salmo 4,7).
L’amore è la fiamma del Signore, una scintilla di JHWH. La bellezza di quest’Amore diventa un “sigillo” incancellabilmente scritto in ogni corpo di uomo e di donna che si concretizzano nella tenerezza e nelle carezze amorose e rigeneratrici; nei baci puri e nella passione ardente e accogliente dell’intero essere di uno/a per l’essere intero dell’altra/o. L’Amore non è già fatto. Si fa. Attimo dopo attimo. Per tutta la vita.
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