PADRE NOSTRO

Il Padre nostro si apre con la parola più tenera Abbà, e si chiude con la parola che evoca l’angoscia del dramma: il male. Tra questi due estremi dell’esistenza umana, Gesù elenca sette richieste, modello di ogni domanda, verifica di ogni desiderio. Le prime tre richieste si riferiscono alle cose del Padre, le altre quattro a quelle dell’uomo. Le prime tre hanno al centro il “Tu” di Dio Padre; le altre quattro hanno al centro il “noi” e le nostre necessità umane. Nella prima parte Gesù ci fa entrare nei suoi desideri, tutti rivolti al Padre: «1. sia santificato il tuo nome, 2. venga il tuo regno, 3. sia fatta la tua volontà»; nella seconda è Lui che entra in noi e si fa interprete dei nostri bisogni: 1. il pane quotidiano,2. il perdono dei peccati,3. l’aiuto nella tentazione e 4. la liberazione dal male. Mi soffermo solo su due parole: Abbà e il male.
ABBA’: solo due sillabe ab-bà = pa-pà. Tra i tanti nomi di Dio c’è quello che esprime la pienezza di una vocazione eterna … la paternità e la maternità di Dio! (papa Giovanni Paolo I°). Mi piace pensare ai fidanzati che cominciandosi ad amare si ripetono l’una il nome dell’altra perché quel nome provoca l’emozione della presenza.
Il male: Liberaci dal male, cioè io cadrò, io sbaglierò … ma non diventerò mai amico del male perché come peccatori siamo stati ingannati e non simo o vogliamo essere “malvagi”. Ricordate quel servo (della parabola dei talenti!) che accusa gli altri, accusa il padrone per giustificarsi. Anche noi, tante volte, facciamo lo stesso. Allora il padrone lo rimprovera: lo chiama servo «malvagio e pigro» (v. 26); gli fa togliere il talento e lo fa gettare fuori dalla sua casa.
La preghiera scaccia ogni timore. Il Padre ci ama, il Figlio alza le braccia affiancandole alle nostre, lo Spirito lavora in segreto per la redenzione del mondo. E noi? Noi non vacilliamo nell’incertezza. Ma abbiamo una grande certezza: Dio mi ama; Gesù ha dato la vita per me! Lo Spirito è dentro di me. È questa la grande cosa certa. E il male? Ha paura. Mentre i figli del Risorto non hanno paura.
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