Cinguettio del pettirosso

Cinguettio del pettirosso

Buongiorno.

Come “figlio” dei Padri Gesuiti (essendo stati i miei formatori!), desidero vivere questo anno ignaziano condividendo con tutti voi  alcuni passaggi molto belli ed importanti. Il 20 maggio del 1521 infuria la battaglia di Pamplona che vede contrapporsi l’esercito spagnolo e quello del Regno di Navarra. Il castello cittadino viene assediato dalle truppe francesi.

Tra quanti accorrono in difesa della fortezza c’è anche un giovane, Iñigo López, nato nel 1491 a Loyola. Un colpo di cannone lo ferisce gravemente alle gambe. Riportato a Loyola per una lunga convalescenza, si affida a san Pietro affinché possa guarire e, successivamente, inizia un percorso esistenziale di conversione.

A Pamplona, 500 anni fa, tutti i sogni mondani di Ignazio andarono in frantumi in un istante. La palla di cannone che lo ferì cambiò il corso della sua vita, e il corso del mondo.  Le cose apparentemente piccole possono essere importanti. Quella palla di cannone significò anche che Ignazio fallì nei sogni che egli aveva per la sua vita. Ma Dio aveva un sogno più grande per lui. Il sogno di Dio per Ignazio non s’incentrava su Ignazio. Si trattava di aiutare le anime. Era un sogno di redenzione, un sogno di uscita nel mondo intero, accompagnato da Gesù, umile e povero. Papa Francesco ricorda questo episodio ed esprime un auspicio: tutti quelli che s’ispirano alla spiritualità ignaziana, “possano vivere realmente questo anno come un’esperienza di conversione”. La celebrazione dei 500 anni della conversione di Sant’Ignazio non riguarda così principalmente il passato. Riguarda il presente e il futuro. È un’opportunità di rinnovamento e di riscoperta delle radici ignaziane. Il motto dell’anno Ignaziano, tratto dall’esperienza del nostro fondatore,  è “vedere nuove tutte le cose” . E’ questa la possibilità concreta che si apre per noi a livello personale e comunitario. Spesso si ignora la forza trasformativa di uno sguardo diverso. Piuttosto che  “fare nuove cose” possiamo fare “nuove le cose”, proprio vedendole in modo nuovo. E’ un po’ quello che può succedere al Gonzaga se ci lasciamo guidare dal Signore e dal Suo Spirito.

Buona settimana. Vi e ti benedico.

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