
Buongiorno.
Auguri in cielo a San Giovanni Paolo II° oggi ricorreva il compleanno terreno.
Papa Francesco ha affermato: “Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza”.
La tenerezza è una via per liberare l’amore in noi stessi e nelle persone che ci avvicinano.
La tenerezza è sentire di essere voluti bene. Non basta sapere di essere voluti bene, bisogna comunicarlo e farlo capire.
La tenerezza è accorgersi dell’altro, è apertura verso l’altro, è estensione all’altro, arricchimento dell’altro.
La tenerezza è riconoscere il valore dell’altro, sia quando merita il nostro apprezzamento, sia quando ne ha semplicemente bisogno.
La tenerezza è andare oltre le apparenze, oltre i giudizi e le categorie morali, a volte, rigidi ed inflessibili.
La tenerezza è uscire da noi stessi per andare verso l’altro, riconoscerlo e accoglierlo, condividendo la sua esistenza.
La tenerezza è il passaggio dalla condizione infantile della dipendenza e dell’instabilità alla condizione di una autonomia e della stabilità.
La tenerezza è un diritto nativo iscritto nel nostro DNA. E’ un diritto per ogni essere umano.
La tenerezza è quella forma di amore che vigila, ascolta, attende con amorosa pazienza di rivelarsi nelle relazioni intessute come dono gratuito.
La tenerezza è fasciare le “ferite”, è prenderci cura dell’altro, chiunque esso sia, è accogliere e non imprigionare, è abbracciare e non trattenere.
La tenerezza è la verità, è una relazione, è l’amore di Dio per noi in Gesù Cristo.
La tenerezza è come un tessuto costellato di tante fibre: delicatezza, vicinanza, amorevolezza, sollecitudine, accoglienza, stupore.
Senza la tenerezza non esiste amore pieno e pienamente umano. La sessualità è pienamente umana solo se è animata dalla tenerezza.
Concludo con una domanda semplice: “come trasmetto concretamente la tenerezza a chi mi è vicino? A chi voglio bene? Alle persone con cui mi relazione ogni giorno?”
Non abbiate paura della tenerezza.
Buona giornata. Vi e ti benedico.
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