Oggi San Biagio Vescovo.

Gaio Giulio Fedro (20/15 a.C. circa – 51 d.C. circa) è stato uno scrittore romano, autore di celebri favole, attivo nel I secolo.
Possiamo dire che è stato un contemporaneo di Gesù, forse avrà sentito parlare dei cristiani. Sono famose le sue “favole” che posseggono un carattere pedagogico e con un fine morale. Lo avete visto ieri con la favola della volpe e della cicogna. Qui aggiungo la mia riflessione, le sue favole mi sono sempre piaciute, anche se spesso cambio la sua interpretazione morale … passo dalla sua morale che definirei umanistica, ad una morale cristiana, che riflette di più il mio pensiero. Infatti la sua morale della favola della volpe e della cicogna risente molto della Legge del Taglione con cui non vado d’accordo! Naturalmente. Ve lo spiegherò … in questi giorni …
Per oggi vi invito a prestare l’attenzione mettendo a confronto questi due termini con la loro portata di significato: gratitudine … ingratitudine. Perché se da una parte le qualità più preziose della gratitudine sono libertà e dono, dall’altra ci sono alcune gratitudini che quando mancano generano ingratitudine, una delle passioni più forti e portatrici di sofferenza. Meditiamo! E non dimenticatevi di aprire i Vangeli per ascoltare il Signore che parla.
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