Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Un antico proverbio recita: ”Non tutti i mali vengono per nuocere”. 

E’ ovvio una disgrazia uno non la si augura a nessuno, tuttavia nella vita di ognuno di noi accadono delle “disgrazie” o come di solito dico sempre io ci accadono degli “accidens” (incidenti o disgrazie) di cui facciamo parte per un insieme di coincidenze. Pensiamo alle guerre, ai cataclismi naturali, agli incidenti che capitano ogni giorno, alla pandemia che stiamo vivendo. Io penso al mio infarto e come ancora oggi sono ancora qui … ognuno ha i suoi “mali” piccoli o grandi che siano. Per questo ci sentiamo “poveri” cioè oltre alla sofferenza che gli accidens ci provocano, ci fanno sperimentare la nostra piccolezza e la nostra incapacità o meglio la nostra impotenza di fronte a certi  “mali”, ma lo Spirito santo ci da’ la possibilità  disperare contro ogni speranza (non sono parole mie, ma prese in prestito da san Paolo Romani 4,18) e che Giorgio La Pira (in questi giorni ne abbiamo sentito tanto parlare!) citava spesso come suo motto spes contra spem. E ci viene in aiuto proprio il vangelo di oggi delle nozze di Cana  … proprio quando stava andando a scatafascio quella felice e serena festa di matrimonio per la mancanza di vino ecco che la speranza insperata … il miracolo! Essere veri poveri significa proprio questo le conseguenze del “male-accidens” (non voluto) con il dolore, con la sofferenza che ci provoca e rende impotenti ci permette di scendere nel nostro più profondo e tirar fuori la nostra vera umanità … il nostro vero essere che ci da la forza di “sperare contro ogni speranza” e accorgerci delle nostre sofferenze e di quelle degli altri … ecco perché papa Francesco insiste che ci si salva insieme e non da soli. Per questo io non mollo mai! E Paolo mi viene di nuovo in aiuto quando dice “combatto la buona battaglia” … non che la battaglia sia buona, ma battagliare con bene …

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