Cinguettio del pettirosso

Cinguettio del pettirosso

Buongiorno.

Oggi ci divertiamo un po’ su una riflessione con tre “s”: salario, sapore, sapienza. Provate a seguire questo ragionamento! “Salario”, come tutti sappiamo è lo stipendio, cioè il compenso dovuto per il lavoro svolto. Ma andiamo un po’ più in profondità. Ricordate la via consolare Salaria?

Essa è la strada che collega dai tempi dei romani le coste dell’Adriatico, ricche di saline, fino al Lazio, precisamente a Roma (tutte le strade portano a Roma). Vista la preziosità del sale, a quell’epoca era utilizzato, per chi lavorava alle dipendenze dello Stato, come “salario”. Non dimentichiamo che il sale nella nostra quotidianità lo associamo anche all’olio che sulle nostre tavole imbandite sono utilizzati per l’esaltazione dei sapori dei cibi. Ecco il secondo termine: “sapore”. Ci viene subito in mente la frase di Gesù che usa la metafora del sale per ricordarci che la Fede è una bella responsabilità: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Matteo 5,13). Ed eccoci al terzo termine “sapienza” dal latino sàpere  = “aver sapore”, “odorare”, quindi in senso figurato “essere saggio”, “aver senno”. Sapere significa intuire il gusto delle cose, ma anche insaporirle, renderle preziose.

Conclusione della riflessione: salario, sapore e sapienza sono tre ingredienti essenziali che si intrecciano nella vita di ognuno e tocca a noi saperli mettere nelle giuste dosi per renderci sempre più umani.

Buona giornata. Vi e ti benedico.

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