Pace e Bene

“Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo”. (dal Testamento di san Francesco – n. 110)
Privato della libertà e di ogni bene, rientra però finalmente in sè stesso…. senza più evadere o scappare! Inizia così a riflettere sul senso più vero della sua esistenza e delle sue scelte.
Scopre e incontra per la prima volta il Signore, come persona viva accanto a Lui, come unico bene che mai viene meno! Da allora, una volta ritornato ad Assisi, ama ritirarsi nelle grotte per pregare e comprendere la volontà di Dio. “Signore, cosa vuoi che io faccia?”: è l’invocazione che continuamente gli ritorna nel cuore! Ma il suo cammino è ancora incerto….e nebuloso.
Un fatto però si rivela centrale, portandolo ad una svolta radicale: l’incontro con un lebbroso che misteriosamente sente di dover abbracciare e baciare vincendo il suo naturale orrore e ribrezzo. Questo gesto folle eppure di grande umanità e compassione, innesca in Francesco un profondo mutamento interiore conducendolo dal rifiuto e dalla distanza e dall’autosufficienza, alla fiducia e all’amore, alla misericordia: verso il prossimo, verso Dio, come pure nei riguardi di se stesso!
Dopo quell’abbraccio e quel bacio, Francesco è un uomo nuovo!
Chi è il nostro lebbroso?
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