Cinguettio del Pettirosso

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Pace e Bene

Il parroco di Qlayaa è stato ucciso da un bombardamento israeliano che ha colpito la sua zona, nel sud. Era impegnato a soccorrere un fedele ferito dopo un primo attacco.

«In mezzo ai bombardamenti con ogni sorta di armi, le armi in nostro possesso rimangono la fede, il desiderio di pace e la speranza nella risurrezione dopo l’attuale passione». Padre Pierre Al-Rahi, parroco di san Giorgio a Qlayaa, nel Sud del Libano, non poteva immaginare che quelle parole pronunciate ai microfoni dell’emittente cristiana Télé Lumière potessero essere le sue ultime in pubblico. Un’ora più tardi, è tornato con alcuni giovani parrocchiani per soccorrere due abitanti rimasti feriti da un colpo sparato da un carro armato israeliano Merkava, quando è stato raggiunto da un secondo tiro insieme ad altre due persone. Per lui non c’era più niente da fare. Padre Pierre, 50 anni, se n’è andato oggi lasciando una forte testimonianza alle novecento famiglie di Qlayaa – la “piccola fortezza, come indica il suo nome – e alle altre comunità cristiane disseminate in una decina di località lungo tutta la frontiera con Israele. Quattro giorni fa, insieme con i pastori cattolici e ortodossi della zona (oltre a Qlayaa, anche Jdaidet Marjeyoun, Bourj el-Muluk e Deir Mimas), lo si vedeva in un video rivolgere un appello alla popolazione per sollecitarla a non abbandonare la propria terra nonostante l’ordine di evacuazione israeliano. Rivolgeva anche un accorato appello agli abitanti delle località musulmane vicine per chiedere loro di non cercare rifugio nei villaggi cristiani. «Onde evitare di mettere a rischio delle vite altrui», diceva alludendo alla preoccupazione di vedere infiltrarsi elementi irregolari armati.

Signore accoglia l’anima di questo confratello ‘martire’ per Amore.

1 commento finora

Valentina Scritto il2:15 pm - Marzo 10, 2026

❤️

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