Pace e Bene

C’è un vuoto che non fa rumore ma pesa. Un vuoto che non si vede eppure guida i gesti, orienta i passi, modifica lo sguardo. È una chiamata che nasce nel profondo e non smette di bussare. La fame è questo: una mancanza che prende forma e diventa direzione.
Non riguarda solo il cibo. Il pane è soltanto il suo volto più evidente. La fame vera attraversa il corpo e lo supera, diventa sete di senso, bisogno di contatto, desiderio di essere riconosciuti. È ciò che ci spinge fuori dalla quiete, ciò che rompe l’equilibrio e ci
mette in cammino. Senza fame resteremmo immobili, sazi e spenti. Abita il corpo con precisione crudele. Stringe, indebolisce, rende vulnerabili. Ma proprio per questo affina: rende attenti, capaci di cogliere il minimo segno. Chi ha fame riconosce il pane da
lontano, ma riconosce anche la mano che lo porge. Sa che nulla è dovuto: ogni boccone diventa dono, ogni gesto una possibilità di salvezza.
Abbiamo fame di Dio?
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