Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Pace e Bene

Il Vangelo della II domenica del tempo ordinario (Gv 1, 29-34)

Giovanni il Battista  vede Gesù venire verso di lui e allora capisce, gli si presenta davanti la profezia giusta, quella del Messia servo che si lascia umiliare, «pecora muta di fronte ai suoi tosatori» (Isaia, 53, 7). Immagine durissima per noi questa dell’agnello perché viene da un immaginario culturalmente lontano, e non ci restituisce la carica simbolica che poteva avere per il popolo ebraico uscito dall’Egitto e salvato dal sangue dell’agnello sulle porte la notte di Pasqua. Ma il messaggio centrale della fede cristiana è affidato a questa immagine. Non è un re il Messia, è «l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo». Il peccato, cioè tutto ciò che non è amore incondizionato è il peccato del mondo. È il centro di tutto, questa confessione di Giovanni. Dio arriva a noi come servo, spogliato da ogni espressione di forza, fino al sacrificio. Anche noi siamo chiamati a essere come lui. Cosa significa credere? Essere disposti a morire per amore. Come Giovanni Battista, come Gesù.

Serena giornata

Preeghiamo per il popolo iracheno …

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