Pace e Bene

E’ proprio vero, la realtà supera sempre la fantasia. Un anno fa, osservavo che bruciando il tempo anticipiamo le decorazioni natalizie già a fine settembre, e scrivevo sarcasticamente che prima o poi avremmo fatto l’albero di Natale a Ferragosto. E così è accaduto che questa estate, in pieno agosto, in un autogrill in autostrada, tra gli scaffali pieni di dolciumi, ho trovato in bella mostra una pila di panettoni! La confezione è quella solita, solo che al posto di esservi raffigurati alberi e stelline di Natale e fiocchi di neve, compaiono stilizzati ombrelloni, sdraie e ovviamente il mare. E allora, ho pensato, nel tempo dell’Avvento cosa faremo? Andremo in spiaggia naturalmente. Il cortocircuito è micidiale. Spingiamo sulla tecnologia perché ci faciliti la vita, va bene. Ma per far cosa della nostra vita, se poi ci lamentiamo che non abbiamo mai tempo? Non facciamo altro che dire che il tempo è un bene prezioso. Tra le letture della terza domenica di Avvento c’è anche un brano dalla Lettera di san Giacomo apostolo. «Siate costanti, fratelli miei», dice. E fa l’esempio del contadino che aspetta con pazienza il frutto, dopo che la terra abbia ricevuto non solo le prime, ma anche le ultime piogge. Insomma, come i profeti, costanti e pazienti, dobbiamo lasciare che le stagioni compiano il loro giro completo. Oggi si parla tanto di inserire l’«educazione sentimentale» come materia di insegnamento scolastico (i manuali, immagino, li scriveranno studiosi ovviamente molto
amorevoli). Ma forse si potrebbe aggiungere, che so, un’ora settimanale, di «educazione alla noia», di esercizio del costruttivo otium latino. Come compito a casa si potrebbe suggerire una mezz’ora di «paziente attesa». Insomma, qualcosa per riprendere consapevolezza che, a dispetto delle nostre isterie, ogni cosa, ci piaccia o no, accade esattamente al proprio tempo. Un tempo che forse dovremmo tornare a rispettare.
Buona giornata
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