santa domenica

La commemorazione dei defunti vuole essere il completamento della festa di Tutti i santi. Una preghiera universale perché i nostri cari, incorporati con il battesimo a Cristo, raggiungano la piena comunione con il Signore risorto. La memoria, tuttavia, non attraversa in modo indolore la nostra vita e ci pone davanti al vuoto per l’assenza di persone amate: i genitori, i coniugi, i figli, i fratelli, gli amici. La memoria dei defunti è velata dalle lacrime: il pianto fa parte della nostra vita. Anche Gesù, di fronte alla tomba di Lazzaro, ha pianto perché amava l’amico.
Scriveva Dietrich Bonhoeffer: «Non c’è nulla che possa sostituire l’assenza di una persona cara. È falso dire che Dio riempie il vuoto. Non lo riempie affatto, ma lo tiene aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore». E il dolore ci pone di fronte alla realtà della morte, di ogni morte, anche della nostra. La si vorrebbe allontanare, mentre invece si fa compagna di vita.
La morte fa parte della vita: per entrare nella comunione con il Signore, bisogna attraversare il «morire», come lui e insieme a lui.
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