Santa Domenica

Quando in un servo di Dio s’insinua la superbia, subito le si accompagna anche l’invidia. Non c’è superbo che non sia anche invidioso. L’invidia è figlia della superbia, e questa è una madre che non resta mai sterile: dove si trova, subito genera. Non invano quindi l’Apostolo dice a tutti i membri di Cristo: Ciascuno di voi consideri gli altri superiori a se stesso, e ancora: Gareggiate nello stimarvi a vicenda. Se infatti vuoi misurare di quanto hai superato un altro, rischi di insuperbirti; se invece consideri tutto quello di cui ancora difetti, ne gemi, ma proprio questa pena serve a curarti, a mantenerti umile, e camminerai con più sicurezza, evitando sia di cadere sia di gonfiarti di orgoglio. Mentre l’orgoglio e la superbia gonfiano il cuore umano, facendoci apparire più di quello che siamo, l’umiltà riporta tutto nella giusta dimensione: siamo creature meravigliose ma limitate, con pregi e difetti. C’è un segno, un segnale, l’unico: accettare le umiliazioni. Umile è quell’uomo, quella donna, che è capace di sopportare le umiliazioni come le ha sopportate Gesù, l’umiliato, il grande umiliato.
Santa Domenica
Lascia un commento