Eccoci …

La pazienza è quella virtù che Gesù ci mostra nella Passione, “con mitezza e mansuetudine”, infatti, “accetta di essere arrestato, schiaffeggiato e condannato ingiustamente”. I Vangeli raccontano che Cristo davanti a Pilato non recrimina; sopporta gli insulti, gli sputi e la flagellazione dei soldati; porta il peso della croce; perdona chi lo inchioda al legno e sulla croce non risponde alle provocazioni, ma offre misericordia; tutto questo ci offre un insegnamento. La Bibbia ci rivela più volte che Dio, di fronte alla nostra infedeltà, si mostra ‘lento all’ira e non sfoga il proprio disgusto per il male e il peccato dell’uomo, semmai è pronto ogni volta a ricominciare da capo con infinita pazienza. E se per San Paolo questo proporre il perdono davanti al peccato è il primo tratto dell’amore di Dio, è anche il primo tratto di ogni grande amore, che sa rispondere al male col bene, che non si chiude nella rabbia e nello sconforto, ma persevera e rilancia. La pazienza che ricomincia. Alla radice della pazienza c’è l’amore, come dice Sant’Agostino: “Uno è tanto più forte a sopportare qualunque male, quanto in lui è maggiore l’amore di Dio”.
Quanta pazienza ci vuole …
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