Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Santa Domenica

Il suono dei rintocchi delle campane scandisce il  “tempo” che passa … e come dice  il Poeta “e l’uomo non se n’avvede” … ma ancor più chiaro il Libro del Qoelet (o Ecclesiaste) che afferma ”Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare”. 
(Qoelet 3,1-7)

Forse non ci rendiamo conto che il “tempo” non è nostro, ma ci è data la possibilità di utilizzarlo bene o male, ma questo dipende dalle nostre intenzioni e dal nostro cuore.

Sant’Ambrogio afferma che: “C’è un tempo adatto per tutto: un tempo per tacere e un tempo per parlare. Devi tacere quando non trovi un interlocutore disponibile; devi parlare quando il Signore ti concede una lingua sapiente, così da rendere efficace il tuo discorso nel cuore dei tuoi ascoltatori” (Explanatio Psalmi XLIII, 72).

Oggi c’è tanta confusione, infatti, nel determinare a chi effettivamente appartenga il tempo. Spesso lo rincorriamo o ci facciamo rincorrere da esso presi dall’ansia e dalla fretta, lasciandoci schiacciare dalla paura del “tempo che passa”; o ancora non lo valorizziamo, distratti troppo da quello che sarà, dimenticando che il presente è un dono. «Forse noi possiamo sentirci padroni del momento, ma l’inganno è crederci padroni del tempo. Il tempo non è nostro. Il tempo è di Dio. Certamente il momento è nelle nostre mani e abbiamo anche la libertà di prenderlo come più ci aggrada, anzi noi possiamo diventare sovrani del momento. Ma del tempo c’è solo un sovrano: Gesù Cristo. Egli però ci dona una virtù umana che può servire a esercitare qualche potere sul tempo: è la speranza». (Papa Francesco) I Santi ci insegnano proprio come il cristiano si muova su questa strada del momento con la preghiera e il discernimento, ma lascia il tempo alla speranza. Essi non sono supereroi dalle straordinarie virtù soprannaturali, ma uomini e donne di momenti e di tempo, di preghiera, di discernimento e di speranza. Il cristiano, infatti, sa aspettare Cristo in ogni momento, ma spera nel Signore alla fine dei tempi. Allora la domanda: “Tempo di Dio? Tempo degli uomini? Tempo perso? Tempo fruttuoso? Tempo …”

Buon tempo prezioso a tutti.

 

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