
Buongiorno. Mi ricollego alla favoletta di ieri. Mi è tornata in mente la “Leggenda del grande inquisitore”, un capitolo del romanzo di Dostoevskij, I Fratelli Kamarazov.
Ve la propongo in piccole pillole in questa settimana … così non vi stancate troppo a leggere …
La “Leggenda del Grande Inquisitore” é sufficientemente conosciuta ma non sarà inutile, in questa sede, richiamarne brevemente lo svolgimento. Si tratta di un poema narrato da Ivàn Karamazov al fratello Alesa nel corso di un colloquio fra i due che verte sull’esistenza di Dio e sul perché, nel mondo, esistano il dolore e la sofferenza. L’azione si svolge nella Siviglia del XVI secolo, dominata dal potere dell’Inquisizione; Cristo, per la prima volta dopo millecinquecento anni, ritorna sulla terra. Compie una serie di miracoli: ridà la vista ad un cieco, risuscita una bambina morta; la folla lo acclama. Ma questo ritorno trionfale é ben presto turbato: il cardinale Grande Inquisitore in persona si fa largo tra la folla ed ordina alle guardie di impadronirsi di Cristo e di condurlo in carcere. Nella notte, l’Inquisitore si reca a trovare il prigioniero ed inizia così il suo delirante monologo: “‘Sei tu? Sei proprio tu?’ Ma senza aspettare la risposta, aggiunge subito: ‘Non rispondere taci. E poi che cosa potresti dirmi? Lo so già quello che mi diresti. (…) Perché sei venuto a disturbarci? Giacché tu sei venuto per disturbarci e lo sai bene'” .
a domani. Vi e ti benedico.

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