Eccoci

Dopo aver ascoltato la bellezza della Parola di Dio, confrontiamola con la realtà della nostra civiltà. Al mondo soffrono la fame 821 milioni di persone. Il cibo sprecato nei cinque continenti vale 345 miliardi di euro. Ogni ventiquattro ore finiscono nella spazzatura tredici mila quintali di pane. La vergogna dell’acqua potabile negata a due miliardi di persone. Diceva il presidente statunitense Kennedy: «Non può vivere in pace un mondo così mal combinato, in cui due terzi degli uomini muoiono di fame e l’a l t ro terzo muore perché mangia troppo». Gesù ha dato l’esempio: si è rifiutato di congedare la folla e le ha offerto anche il pane dell’a m o r e . E come segno del suo amore supremo ci ha lasciato il suo Corpo per nutrire la nostra vita spirituale. Questo ci ricorda l’Eucaristia che celebriamo e che riceviamo. Ci nutriamo di Cristo, pane vivo per la nostra salvezza, e ci disponiamo a condividerlo con gli altri che sono nel bisogno. San Leone Magno diceva: «L’Eucaristia ha l’effetto di farci diventare ciò che mangiamo». Diventiamo anche noi pane per gli altri. E come l’Eucaristia è un pensiero di amore, così noi dobbiamo distribuire amore agli altri. C’è nella nostra società una fame che la scienza e la tecnica non riescono a soddisfare. Noi cristiani siamo invitati a condividere il pane dell’amore, «il pane degli angeli… vero pane dei figli che non deve essere gettato»
Proviamo a riflettere
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