Tempo di Pasqua

Il Vangelo della III domenica di Pasqua (Gv 21, 1-19)
È notte. Quando la notte finisce vedono una persona sulla riva e non la riconoscono. È la terza volta che Gesù appare dopo la sua morte e
resurrezione, e sempre non lo riconoscono. Un’esperienza estrema può rendere irriconoscibile il mondo. Non basta vedere, assolutamente no. Le
visioni (sacre) dividono. C’è chi dice che sono allucinazioni, chi imbrogli, chi si spaventa e non ne vuol sapere. Vedere non basta. Si tratta di
riconoscere qualcuno che in noi abbiamo già conosciuto, e infatti. Quando Gesù parla, quando i pesci richiamano altri pesci di un’altra pesca miracolosa, quando infine dice: «Venite a mangiare», allora è chiaro a tutti. Sanno chi è, sono pronti a rivelazioni estreme, Pietro è pronto a ricevere l’annuncio della sua morte, sarà portato dove lui non vuole. Nessuno vuole morire, la vita è piena di interessanti meraviglie, ma a volte questo è: perdere la vita per salvare la vita. E alla fine l’ultima parola è «Seguimi, vieni con me, continua a starmi vicino. Io sono qui». È in questa parola il senso di tutto.
Cominciamo a pensare al Vangelo di Domenica prossima
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