Santa quarta domenica di Quaresima

Al di là di questa che è una deformazione dell’anima profonda della parabola di Gesù, mettiamo in luce, ponendoli sullo stesso piano, i due fratelli. Entrambi evadono da una vita autentica. Il primo lo fa in modo fisico, cioè spaziale evidente: «Partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto» (15,13). L’altro lo fa aggrappandosi ai beni materiali e al suo perbenismo che gli riempiono il cuore rendendolo arido, gretto e arrogante. Le due storie, così diverse, in realtà s’intrecciano tra loro.
L’esito, però, si divarica. Dei due figli difficili, l’uno rimane apparentemente sordo ai richiami del padre perché il suo spirito è ormai colmo di sé stesso e non sente nessuna necessità di ragionare o mutarsi. L’altro, trascinando la sua miseria, ritorna dal padre per essere purificato e riaccolto. La prima è una storia di ostinazione, questa è una vicenda di perversione che si trasforma in conversione. Ma in finale ritorniamo alla crisi giovanile che spesso si cela sotto una forma di “autismo spirituale” e umano nel quale difficilmente riusciamo ad aprire brecce.
Felice domenica della “LETIZIA”
Lascia un commento