Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Buongiorno #iostoconpadre Paolo dall’OglioS.J.

La figura di Paolo è talmente forte, talmente importante ed è talmente denso lo spessore delle persone che hanno interagito con lui, che lo hanno seguito nel deserto, che era doveroso raccontare perché sono vite possibili nella contemporaneità. Non c’era il frigo, non c’era l’elettricità — racconta suor Elena  — facevamo un riciclo continuo, la poca acqua usata per lavarsi, la tinozza messa per raccoglierla e dove in ammollo c’erano i vestiti infine quello che restava veniva buttato nel bagno. Una scelta che immancabilmente affascina molti, il monastero di padre Paolo diventa meta di circa 50mila persone l’anno, i musulmani che accorrono lì vivono insieme ai loro fratelli cristiani una spiritualità che si fa ascolto senza resistenza, esercizio di pazienza, dialogo come un cantiere dove si va incontro all’altro spostando le pietre d’inciampo, dove si sperimenta l’amore, condizione
per la conoscenza. Padre Paolo, uso il presente non a caso, è un uomo libero e quindi come tale non rispetta gli steccati, le appartenenze, non fa giochi di posizione, non ama le contrapposizioni, è difficile incasellarlo. È libero fino alla fine, anche quando è scoppiata la guerra civile in Siria, lui ha sentito di mettersi dalla parte dei più deboli, delle persone che manifestavano a petto nudo per far vedere che erano disarmati. Un uomo che
sta dalla parte della giustizia, è un uomo  che spende tutto quello che ha e anche di più fino ad arrivare a sacrificare la propria vita per gli altri, per il dialogo. Una cosa mi ha impressionato nella sua disarmante semplicità, tra le tante parole bellissime di Paolo diceva che noi dobbiamo lavorare semplicemente per un buon vicinato. È un suggerimento per ognuno di noi, nei condomini, nella vita di tutti i giorni, nei supermercati, sarebbe molto bello se uno avesse uno spirito d’animo positivo, aperto, di ascolto nei confronti d e l l ‘ a l t r o. Una gioia di cui parlava pensando alla fine della vita: «Io dico: la nostra vocazione nel contesto musulmano — scriveva il gesuita — dovrebbe essere adornata da una risata di gioia. E sia giorno di gioia, se Dio vuole, il giorno in cui gusteremo l’offerta finale per Gesù, e chiediamo questa grazia; perché è una grazia che nessuno può attribuirsi.

Preghiamo per P.Paolo

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