Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Santa domenica

Nessuno ascolta Gesù. Sono tutti s o r d i . Ecco che cosa racconta Marco in 7,31—37, con un’ingenuità sottilmente i r o n i c a . Gesù viaggia. Lascia per diverse settimane la Galilea per la Decàpoli, una regione in cui prosperano dieci città di cultura greca. Là gli portano un uomo sordo che, di conseguenza, ha difficoltà a parlare. Strappandolo alla folla, Gesù lo prende in disparte per avere un contatto intimo, da uomo a uomo, con lui. Utilizza allora un linguaggio corporeo, non potendo usare le parole, e compie i gesti di un guaritore toccandogli le orecchie e la lingua. Ma, diversamente dagli altri guaritori, geme per attirare l’attenzione di Dio. Levando gli occhi al cielo, implora l’aiuto divino, il che significa che non può guarire senza la collaborazione di Dio. E non può guarire neppure senza quella del malato. “Effatà”, gli ordina, che significa “Apriti” in aramaico.
L’uomo sordo sente, poi si mette a parlare correttamente. Alle persone presenti Gesù ordina il silenzio. Purtroppo, «più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!”»

Santa domenica

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