14 agosto 2024

Il credente, divenuto discepolo, accoglie Maria filialmente come Giovanni sotto la croce (Giovanni, 19, 25-27) e «la introduce in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo “io” umano e cristiano» (Redemptoris Mater, 45). A un tempo, questa accoglienza di Maria si trasforma in grazia
per “diventare discepolo”, per realizzare la sequela secondo lo Spirito del Figlio, perché per questa via il discepolo entra «nel raggio d’azione di quella materna carità, con la quale la Madre del Redentore “si prende cura dei fratelli del Figlio suo”, “alla cui generazione e formazione ella coopera”» (ibidem, 45). Il riferimento a Maria garantisce questo centro che è Gesù. Se si va a “Gesù per Maria”, il Gesù incontrato è quello vero, quello ecclesiale, quello incarnato. Così il dogma dell’Assunzione di Maria in Cielo in corpo e anima diventa il grembo sorgivo di una spiritualità cristiana che assume integralmente la totalità del mistero dell’uomo vero in Cristo, celebrando in Maria (e “grazie” a Maria per le vie misteriose della sua
intercessione e cooperazione alla salvezza) l’ideale cristiano dell’uomo, l’uomo nuovo, cioè l’uomo secondo il progetto di Dio e le dinamiche del suo Spirito, l’uomo spirituale.
Serena viglia dll’Assunta
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