
Pensieri a caldo dopo la notizia della morte di P. Cesare Iori S.J, per me Rettore, poi professore ed infine amico.
Un altro Padre Gesuita che ha terminato la sua corsa terrena dopo aver combattuto la buona battaglia della fede conservandola salda ed efficace ed oggi ha conquistato quella corona di gloria che il Signore ha preparato per ognuno di noi alla fine della grande corsa della vita. P.Iori, così eravamo abituati a chiamarlo, il nostro rettore che con le sue radici ciociare, baucane per l’esattezza, faceva trasparire quella semplicità, o meglio quella sorpresa fanciullesca che lo portava ad esclamare quel suo “ah siiii!” che ti metteva a proprio agio ed infondeva serenità e “soluzioni a qualsiasi problema”… Non si possono dimenticare i nostri quesiti “morali” che lui risolveva praticamente … in molti ricordiamo quello di recarsi in camera sua e porgli la fatidica domanda: “Oggi fa’ molto caldo, uscire per andare al bar per un bicchiere di birra non si può, però sappiamo che nel frigo della cucinina dei Padri c’è la birra fresca … rubarla non possiamo e allora quale soluzione?” E lui con la sua “tenerezza di padre” risolveva dicendo … bene, il rettore vi offre un bicchiere di birra … e si andava a berlo insieme. E poi non siamo mai riusciti a capire come … arrivava P. Zanca con il suo “eh eh signorini, cosa fassiamo? … e poi sbucava P. Iori … e quel bicchiere diventava “comunione di famiglia”. La portiamo tutti nel cuore la presenza di P. Iori, che nel silenzio e nella discrezione di chi sa che l’esempio vale più delle parole, era ogni mattina lì nell’ultimo posto in cappella per pregare con noi le lodi mattutine e anche per controllare chi si era svegliato. Non era il controllare chi era presente, ma soprattutto di chi poi passava nella sua camera non per andare a giustificarsi, ma per quella dimostrazione di “responsabilità” che faceva crescere. E come non ricordare la sua attenzione per tutti e ciascuno, la sua capacità di “leggere” dentro ognuno di noi per tirar fuori il meglio e farci crescere per un futuro sacerdozio veritiero e forte. E poi il suo asso nella manica – l’ho capito al sesto anno – P. Lessi che gli passava delle dritte che sarebbero diventati i nostri punti di forza. I nostri Padri gesuiti che grande dono il Signore ci ha fatto! Se siamo dei buoni preti e capaci di stare in trincea e forti nel servizio alla Chiesa e obbedienti è perché abbiamo avuto “testimoni” prima che “maestri”. E come non ricordare una lunga chiacchierata sul terrazzo del Leoniano un giorno che P. Iori fu nostro ospite ed io ricoprivo l’incarico di Economo del Seminario, percepire la sua gioia per quello che stavo facendo e poi le lunghe chiacchierate al Gesù a Roma … e poi l’ultimo incontro di qualche anno fa’ … tutte perle preziose che cercherò di far fruttificare … per ora GRAZIE P.Iori.
Continua a pregare per noi.
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