buona vigilia dell’Ascensione

Come quel contadino che al curato d’Ars, meravigliato del suo stare per lungo tempo in chiesa, rispose: “Io sono qui, lui è là, e insieme siamo felici”». La semplicità dell’assoluto. Sulla preghiera, sulle sue tecniche, sui rituali, sul modo e sul tempo, sulla lectio divina, sul discepolato, sono state scritte migliaia di pagine, eppure all’origine e sulla vetta del rapporto tra la donna e l’uomo e Dio si trova uno stare insieme in silenzio, appartati e tranquilli. Verrebbe da dire tenendosi per mano, come fanno due innamorati, senza bisogno di nient’altro che la compagnia l’uno dell’a l t r o . Certo, anche la comunità ha bisogno di pregare, di vivere occasioni collettive nelle quali l’incontro con Dio è un fatto pubblico. La Chiesa è questo. Gesù ha assicurato la sua presenza tra quanti si raccolgono in preghiera: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Ma t t e o , 18,20); i monaci, i solitari per definizione, alternano la preghiera individuale a quella comune. Nella solitudine urbana della modernità, la preghiera solitaria è per la maggioranza dei fedeli la via maestra per attraversare le giornate e il modo migliore per concluderle.
Buona giornata
Lascia un commento