Santa quinta domenica di Quaresima

Quinta Domenica di Quaresima – Giovanni 12,20-33
Non dobbiamo dimenticare che siamo ancora nella sezione del “libro dei segni” nel Vangelo di Giovanni e siamo proprio alla fine del cap. 12 (poi ci sarà il 13° l’inizio del “libro della gloria” con la lavanda dei piedi). Questo brano fa parte di uno degli ultimi episodi di preparazione alla Pasqua, fatta di passione, morte … dove si compie “l’ORA” (che per Giovanni è importantissima). Ecco la festa – è la terza Pasqua alle porte – e appare sulla scena una grande novità: i Gentili (Greci, che sono pagani!) che vogliono VEDERE e CREDERE IN. Gesù è molto chiaro: questa è l’ORA, anzi è GIUNTA L’ORA. Qui la prima domanda: qual è la mia ORA? O meglio ancora che cosa è la mia ORA? Gesù descrive la sua ORA in maniera molto chiara e si serve – come suo solito – di spiegarcelo in parabole. E qui il chicco di frumento ci dice che bisogna mettersi a “nudo”, cioè essere ciò che siamo con i nostri pregi e difetti senza aver paura. Qualche giorno più tardi saranno altri a “denudarlo”, a “svestirlo”, a togliergli tutto … anzi a “giocarsi” con la sorte i suoi vestiti. E’ interessante perché Gesù si denuta, cioè “spoglia” tutto se stesso dalle cose inutili e futili senza “vergogna”, non si vergogna di quello che è, non si nasconde per pudore (falsità!), come fecero Adamo ed Eva. Anzi è lui stesso che si “spoglia”.
Alcuni passaggi esistenziali importantissimi:
- 10,17-18: Gesù ci dice che la vita non ce la può togliere nessuno senza la nostra volontà, solo il diavolo se cadiamo nella sua trappola, cioè la “notte”.
- 27: “l’anima mia è turbata”. Gesù resiste alla tentazione di chiedere al Padre di salvarlo da quell’ORA, che accetta come l’Ora di GLORIFICARE il Padre suo. Da notare che Gv non ci racconta l’ora del Getsemani, ma sparge gli elementi dell’agonia … qui è là. Gesù è “turbato” (pensiamo al turbamento positivo di Maria e Giuseppe). Turbato non per l’ORA, non per la Voce(tuono) del Padre o per gli angeli per le folle, ma perché sa che sta per affrontare il “principe di questo mondo”, portando alla Luce le sue “menzogne” (lo spiega nei vv.34-36 … Camminate nella luce).
- Ed il SEGNO (=indicare) è quello della crocifissione (ricordate l’inizio del Vangelo di domenica scorsa! La domanda di Nicodemo: “come può accadere tutto questo?”. Essere innalzato sulla croce come il serpente sul bastone di Mosè. Gesù “spalanca” le braccia sulla croce per attirare tutti a sé. E’ quello che Gesù dirà a Pietro dopo la resurrezione (Gv 21,19 in parallelo a 12,33; 18,32) con cui indica di che genere di morte doveva morire. Gesù che viene innalzato dalla terra alludendo alla crocifissione. Anche Pietro sarà crocifisso e chiederà di essere messo a testa in giù. Ecco cosa significa SEGUIRE Gesù.
- Il chicco di grano caduto a terra … muore non perché è stato gettato lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono. Non perché il terreno è sassoso! Non perché è pieno di spine! Ma perché cade su un terreno “fertile” cioè “accogliente” … e qui la domanda noi siamo un terreno fertile, accogliente, capace di rimuovere asfalto, sassi, spine?
Ricordate le tentazioni della prima domenica di Quaresima?
La prima tentazione concerne il rapporto con noi stessi e con le cose (l’illusione che i beni riempiano la vita). … l’asfalto che fa sì che il seme viene schiacciato.
La seconda è una sfida aperta alla nostra relazione con Dio (un Dio magico a nostro servizio) … i sassi che sono i nostri schemi, ciò che noi vogliamo che Dio faccia per noi.
La terza infine riguarda la relazione con gli altri (la fame di potere, l’amore per la forza) … le spine cioè il male che viene o ci fanno gli altri.
Santa domenica
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