Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Eccomi … in ritardo … mattinata piena  …

Sto’ preparando l’omelia di domenica prossima che ci presenterà il Vangelo della Trasfigurazione … Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni ed è come se volesse imprimere dentro la loro memoria questa immagine gloriosa di lui. Così che quando lo vedranno invece sfigurato e non trasfigurato sulla croce, quando lo vedranno ferito, abbandonato, solo. Quando lo vedranno completamente nella tristezza che lo fa sudare sangue quando lo vedranno deriso, sputato, quando lo vedranno sulla croce sconfitto, fallito, la memoria di questa luce possa dare il coraggio a questi discepoli di non scappare, di stare lì, ed è Giovanni a raccogliere questa eredità. E’ l’unico dei tre e degli altri apostoli che rimane sotto quella croce e gli altri ci vorrà un po’ più di tempo per ravvedersi. RAVVEDERE (che bella parola piena di speranza!) Ravvedersi significa ricordare la luce del vangelo di oggi. Vedete c’è un legame profondissimo tra la luce e le tenebre dentro la nostra vita.

La domanda che mi sto facendo … ma sono capace di “ravvedermi”‘ di riconoscere quello  che sono?

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