
Buona domenica. Molti videro la moltiplicazione dei pani sul lago e si saziarono di essi, ma pochi credettero in Gesù e, alla prima difficoltà nel discorso sull’Eucarestia lo abbandonarono (Giovanni 6,66). Molti videro la risurrezione di Lazzaro, pochi credettero nel Cristo, causa di quella resurrezione,
anzi alcuni decisero nientemeno di ucciderlo perché quel miracolo imbrogliava i loro piani (Giovanni 12,10). No, nemmeno il miracolo ci esime dal vivere di fede, dal camminare nella fede. Perché il problema è quale sia il rapporto che abbiamo con il Signore, del colloquiare con Lui, quale sia la nostra Fede, se è quella “vera” o quella che ci siamo costruiti noi, secondo le nostre esigenze e categorie.
Mi piace raccontarvi la storia di san Cristofaro. Questo gigante pagano, convertito da un eremita, e messosi a pregare trovava difficoltà a “sentire Dio”. L’eremita chiese al gigante di mettersi su un pericoloso fiume e gli chiese, vista la sua grande forza, di trasportare all’altra riva i pellegrini che dovevano attraversarlo e gli disse che avrebbe visto il volto di Dio, a lui ancora oscuro, nelle persone che avrebbe servito. Il pagano Cristoforo iniziò a servire tutte le persone che dovevano attraversare il fiume. Armato di un fusto di palma come bastone, transitò giorni e giorni attraverso il fiume trasportando la gente … fin quando un giorno trasportò Gesù sotto le sembianze di un bambino che sembrava pesare sempre di più ad ogni passo. Il gigante sembrava essere sopraffatto, ma alla fine, stremato, riuscì a raggiungere l’altra riva. Al meravigliato traghettatore il bambino avrebbe rivelato di essere il Cristo, confessandogli inoltre che aveva portato sulle sue spalle non solo il peso del corpicino del bambino, ma il peso del mondo intero.
Fu allora che Cristoforo scoprì il volto di Dio.
Così è per noi nella realtà della vita. Scopriamo il volto di Dio servendo il prossimo.
Vi e ti benedico.
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