Cinguettio del pettirosso

Cinguettio del pettirosso

Buongiorno.

Oggi due miracoli a “sandwich”, il racconto dell’uno viene inserito nel bel mezzo dell’altro.

Una richiesta di aiuto di un papà che il dolore stà straziando, e che porta in sé un’ultima speranza quella cioè che se Gesù le imporrà le mani ella guarirà!!! Il suo dolore è così forte che quel papà si getta ai piedi di Gesù … si umilia per implorare! Ma sembra che è arrivato troppo tardi per chiedere aiuto, la fanciulla dodicenne è morta.  Il dolore diventa ferita inguaribile … sperimentare la morte di una figlia o di un figlio è una esperienza atroce … contro il cammino naturale della vita, per questo dolorosissimo. Lo ha sperimentato la Madonna, mamma di Gesù, sotto la croce! Ma Gesù chiede a questo papà di “avere fede”, proprio nel momento in cui la fede sembra morta, anzi proprio quando la fede diventa non solo una parola vuota, ma quasi una bestemmia di fronte a questa tragedia.

Avere fede”: ecco che ci viene spiegato con l’altro episodio, che fa’ da intermezzo durante il cammino dalla sinagoga alla casa della fanciulla, questa volta una sofferenza di dodici anni, dove tutto il possibile si era fatto e umanamente la speranza è morta definitivamente, questa donna non chiede, non ce la fa’ più, ma con l’ultima goccia di speranza, raccogliendo tutte le sue forze, lottando contro la “corrente” (=mentalità) delle folle …  è lei a “toccare” il mantello di Gesù. Non è il mantello a guarirla per autosuggestione o per superstizione, ma è l’incontro che guarisce. Si l’incontro … la fede diventa esperienza d’incontro. Incontro tra Dio e l’uomo. Senza nascondersi o vergognarsi dei propri peccati o fragilità … Gesù la cerca col suo sguardo e lei adesso esce allo scoperto perché ha vinto, finalmente ha sperimentato il vero Amore, quello che non ha più bisogno di fede o di speranza perché come dice san Paolo, la fede e la speranza termineranno, ciò che resterà sarà solo l’Amore (cfr. 1 Corinti 13,13).

Cosa ci insegna oggi Gesù? Tre sono i momenti in cui la fede crescere e si sviluppa.

  1. una fede incipiente (= cioè che fa’ il primo passo!) cioè sperimentare la propria pochezza e miseria. Diventare umili!
  2. una fede fatti di sguardi. Fede significa incontro tra noi e Gesù. C’è bisogno di questo dialogo, che diventerà silenzio parlante, ma per ora bisogna parlarsi, dialogare, scoprire e lasciarsi scoprire!
  3. una fede che diventa affidarsi totalmente all’amore fedele di Dio. E’ l’abbandonarsi nell’amore amorevole di un bambino con la sua mamma e il suo papà; è l’amore tra marito e moglie che sono dono l’uno per l’altro ogni istante; è quell’amore che sfiora la guancia dell’altro …

Conclusione: verifica la tua Fede e …vivi!

Una nota curiosa: il numero 12 che ricorre in entrambi i racconti: 12 anni di sofferenza per l’emorroissa, 12 anni la fanciulla …. 12 che per gli ebrei è cifra tonda; 12 mesi dell’anno; 12 tribù d’Israele; 12 ceste di pane che avanza nel miracolo del pane … Isaia 40,6-8: “Una voce dice: «Grida!» E si risponde: «Che griderò?» «Grida che ogni carne è come l’erba e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo.  L’erba si secca, il fiore appassisce quando il soffio del SIGNORE vi passa sopra; certo, il popolo è come l’erba. L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre”. La PAROLA E ‘VITA.

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